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Cera
Post-Impressionism
19th Century
45.0 x 45.0 cm
Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea TorinoScopri Medardo Rosso (1858-1928), scultore post-impressionista pioniere, celebre per l'uso innovativo di luce e ombre e ritratti psicologici! Esplora la sua eredità.
Esplora il più antico museo d'arte moderna italiana, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea (GAM) a Torino! Scopri oltre 47.000 opere dal XIX secolo ad oggi, inclusi capolavori del Futurismo italiano e dell'Arte Povera. Tour virtuali ed esposizioni coinvolgenti.
Aetas Aurea, termine latino per "Età dell'Oro", è una scultura profondamente commovente dell’artista italiano Medardo Rosso. L'opera raffigura sua moglie, Giuditta Pozzi, e il loro giovane figlio, Francesco, catturando un tenero momento di connessione familiare. Si pone come un esempio primario dell'approccio innovativo di Rosso alla scultura, in particolare la sua esplorazione della cera come mezzo espressivo.
Rosso fu un pioniere di quello che può essere considerato "scultura impressionistica". Abbandonando lo stile accademico tradizionale prevalente all'epoca, abbracciò un'estetica più fluida e atmosferica. Aetas Aurea esemplifica questo cambiamento. Invece di perseguire dettagli anatomici precisi o superfici lucide, Rosso ha dato priorità alla cattura di un’impressione fugace – un momento sospeso nel tempo.
Aetas Aurea fu creata durante un periodo di significativo cambiamento artistico in Europa. L'opera di Rosso riflette il più ampio movimento post-impressionista, che cercava di andare oltre la mera rappresentazione verso la comunicazione dell'esperienza soggettiva ed emozione. Il suo viaggio a Parigi nel 1886, dove espose al Salon e al Salon des Indépendants, lo espose a nuove idee e tecniche che influenzarono il suo sviluppo artistico.
Al di là delle sue qualità estetiche, Aetas Aurea porta con sé una profonda risonanza emotiva. La scultura evoca sentimenti di intimità, tenerezza e amore familiare. La postura leggermente inclinata e la modellazione morbida creano un'atmosfera di vulnerabilità e quieta contemplazione.
La famiglia di Medardo Rosso si trasferì a Milano quando lui aveva dodici anni. All'età di 24 anni, dopo un breve servizio militare, si iscrisse all'Accademia di Brera a Milano. Ben presto fu espulso per il suo comportamento non convenzionale e per aver sostenuto l'uso di modelli dal vivo e parti del corpo nei corsi di disegno.
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